"Coraggio e rinnovamento per tornare a crescere". Squinzi detta la linea per la ripresa

Disagio sociale ed economico e incapacità della politica di dare risposte. Questa la morsa entro cui si muove oggi l’Italia per il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto oggi nel corso dell’assemblea pubblica dell’associazione. “La tenuta del tessuto sociale è messa a dura prova” – ha esordito Squinzi – perché “da un lat oil diagio sociale ed economico ha alimentato una rabbia diffusa contro la politica; e dall’altro la politica, invece di rispondere con una scatto d’orgoglio e rinnovamento, si è persa in tatticismi”. Brambilla Giù dal carrozzone piagnone
16 AGO 20
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Disagio sociale ed economico e incapacità della politica di dare risposte. Questa la morsa entro cui si muove oggi l’Italia per il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto oggi nel corso dell’assemblea pubblica dell’associazione. “La tenuta del tessuto sociale è messa a dura prova” – ha esordito Squinzi – perché “da un lat oil diagio sociale ed economico ha alimentato una rabbia diffusa contro la politica; e dall’altro la politica, invece di rispondere con una scatto d’orgoglio e rinnovamento, si è persa in tatticismi”.

Crescita. L’obiettivo, per Squinzi, “deve essere uno solo: tornare a crescere”. Se questo “sarà il governo della crescita noi lo sosterremo con tutte le nostre forze”, ma, avverte il numero uno di Confindustria, per farlo occorre puntare su “domanda e competitività, le due leve su cui agire per ritrovare la strada della crescita”.

Fisco e lavoro. Secondo Squinzi, "I mali fiscali italiani restano intatti. Abbiamo un fisco punitivo e di intensità unica al mondo. Scoraggia gli investimenti e la crescita. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare”. Ma non è questo il problema più grave per il Presidente di Confindustria che torna a sottolineare come la mancanza di lavoro “è la madre di ogni male sociale”. E’ un’emergenza che “va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio, intervenendo sul costo, sulla produttività e sulle regole”. “Occorre – suggerisce Squinzi - garantire più flessibilità in ingresso e nell'età del pensionamento, per favorire il ricambio generazionale. Su questi temi gli aggiustamenti sono inutili, in qualche caso dannosi".
Allarme. "Il Nord è sull'orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo, escludendolo dal contesto europeo che conta", ha detto il Presidente di Confindustria durante il suo intervento in assemblea. In particolare, ha poi ricordato "tra il 2007 e il 2013 il Pil italiano è sceso di oltre l'8 per cento ed è tornato ai livelli del 2000. Nessun altro paese dell'Eurozona - ha rilevato - sta vivendo una simile caduta, con l'eccezione della Grecia". "La produzione è crollata del 25 per cento, in alcuni settori di oltre il 40 per cento" ha proseguito Squinzi, aggiungendo che "negli ultimi cinque anni oltre 70 mila imprese manifatturiere hanno cessato l'attività.

Cambiamento. "Abbiamo davanti a noi la necessità assoluta di avviare una stagione di cambiamento, di disegnare una nuova traiettoria di sviluppo per un'Italia capace di uscire dalla recessione", ha detto Squinzi, che ha ricordato come l’impegno sia quello di “fare una nuova Italia, europea, moderna, aperta, consapevole delle proprie capacità e qualità”. “Sono certo – ha poi concluso – che non ci mancheranno coraggio e volontà”.
Domani nel Foglio in edicola troverete il discorso integrale fatto dal Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.